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Si alla "scuola-bottega"

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L’idea dell’apprendistato e della “scuola-bottega” ha salvato e avviato alla straordinaria esperienza dell’artigianato fior di giovani ora uomini fatti. La scomparsa di questa tipologia di lavoro impoverisce enormemente la nostra Italia, terra di creativi e di artisti.
Nel dopoguerra i Centri di formazione professionale hanno offerto l’opportunità a moltissimi ragazzi, più portati alla pratica che alla teoria, per qualificarsi nei mestieri. È una via diversa ma non di serie B. 
L’Italietta, umiliata dal fascismo e sconfitta dalla guerra, da ultimo paesino dell’Europa, è diventata l’ottava potenza del mondo anche per questa straordinaria invenzione.
Le Regioni del nord l’hanno capito subito e hanno cavalcato e sviluppato specializzazioni,  coordinate del Ministero del lavoro. Per pura curiosità vorrei elencare alcune congregazioni che hanno primeggiato in questi campi: le Scuole Salesiane, gli Artigianelli, le Canossiane, il Don Calabria.
Questi centri possono essere elencati tra le strutture che creano analfabetismo o cultura da strapazzo? Le tecnologie più avanzate e le macchine a controllo numerico sono arrivate in queste realtà molto prima che nelle scuole promosse dalle Associazioni degli industriali. 
Finiamola una volta per sempre di raccontarci frottole. Sorrido vedendo onorevoli e senatori militanti nei partiti che hanno da sempre coordinato il binario formativo con la scuola secondaria superiore, sfidando i menestrelli indottrinati per i quali il privato andava bruciato in piazza, trangugiare rospi e digerirli come caramelle.
Memoria corta, coscienza elasticizzata, obbedienze cieche, paranoie di comodo? Stiamo perdendo tantissimi giovani, l’evasione scolastica è drammatica, lasciamo sulla strada il 30% degli adolescenti. Non ce ne frega niente?
Come vogliamo combattere il bullismo, il disamore alla scuola, il randagismo adolescenziale, lo spaccio?  Sempre con i cani, con le pattuglie di polizia, con le carrette dell’esercito, con le multe e con le galere?
Facciamo rete. Colleghiamo presto e bene scuola, famiglia, artigianato, formazione professionale, regioni, provincie, ministeri. Non scherziamo con la morte, con la malavita e con le disperazioni dei genitori. 
È finito il tempo delle montature politiche e delle soluzioni preconcette. Se qualcosa va migliorato e se il collegamento tra la bottega artigiana e il titolo di qualificazione non è per ora sufficientemente chiarito, facciamolo. Non credo sia l’ennesima fatica di Ercole.

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