1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>

Cosa ne facciamo del Parco Lambro?

PDF Stampa E-mail

Caro Sindaco,
cosa ne facciamo del Parco Lambro? C’è stato per un breve periodo un interesse nuovo attorno alla Milano ecologica, verde, fasciata fortunatamente da parchi straordinari.
Poi commissioni, progetti, politecnico, dibattiti, Expo (più incubo che speranza)…
Ora? La befana è passata, incominciano le campagne elettorali, i soldi (maledetti) che un giorno ci sono e poi spariscono… e il mio nervoso (sono fatto così!) si trasforma quasi in maleducazione.
Cosa ci vuole, ad esempio, per vivacizzare lungo tutto l’anno questo milione e mezzo (quasi) di metri quadrati di verde? È possibile implementare le iniziative già faticosamente partite da anni come il “Maylive Exodus”, l’estate della zona 3, le maratone, i percorsi di mountain-bike, il free climbing, i pony per i bambini (nella Cascina San Gregorio ci sono già i cavalli delle guardie comunali), prove di abilità che si sviluppano tra tronchi, passerelle in legno, ponti tibetani e carrucole che collegano un albero all'altro.
Riaprendo la Capanna dello Zio Tom offriremmo locali per le alimentazioni a chilometro zero, sale polivalenti per i dibattiti giovanili, con atelier di musica, arte ed artigianato. 
Il cortile della Capanna si presterebbe per campi di bocce e piccoli gazebi adatti agli anziani. Come ho annunciato nella mia conferenza degli Stati Generali fatta a Maggio 2009 voglio partire con il “Circo pedagogico Mazzi”.
Sarà una non struttura atipica per manifestazioni. Con lo scopo principale di riaggregare giovani, genitori, insegnanti, animatori, allenatori e artisti con iniziative alternative agli happy hour e alle notti distruttive e disperate che pullulano nella nostra metropoli.
Collegando poi il parco Lambro con il parco Forlanini e l’Idroscalo scopriamo da est uno straordinario volto di Milano, capace di trasformare con pochi ritocchi la parte oggi sepolta dalle tangenziali sempre intasate, dall’imbuto della Gobba e da una desolante architettura senza capo e senza coda.
Il progetto è già sui vostri tavoli da alcuni mesi. Oso anche proporre soluzioni economiche: fate due mega concerti di meno in piazza del Duomo e noi con quei soldi faremmo di tutto e di più.
Vale la pensa di aspettare ancora? Viviamo da 25 anni nel parco, lo abbiamo salvato dalla disperazione e dalla morte. Nessuno ci ha mai insegnato e forse nessuno si è mai interessato per sapere come lo abbiamo fatto (la nostra strategia poteva essere utilizzata anche per altri parchi).
L’occasione dell’Expo, se non la sotterriamo tra le carte, le commissioni interminabili e la burocrazia, offrirà un inaspettato biglietto da visita, ricco di verde, di gente e di festa. 
Convinceremo l’intera Europa che Milano non è solo la città dei metrò, delle fabbriche, della Madonnina e della Scala.

Segnala su:

Facebook