Sottoscrivo i cartellini rossi
Scritto da don Antonio Mazzi

Sottoscrivo a quattro mani i cartellini rossi per le bestemmie in campo. Non trattasi qui, di assurde punizioni, di repressione e, tanto meno, di “mano pesante” solo e sempre sul calcio. Qui trattasi di educazione, di civiltà, di “creanza” come dicevano i nostri nonni.
La bestemmia, però, credevo fosse già punibile pesantemente, in forza di alcune leggi che ben conosciamo.
Comunque, detto questo, non posso essere così ingenuo da credere che abbiamo salvato il mondo dello sport, l’educazione e la religione. L’educazione nasce molto più lontano ed esige metodi pazienti, testimonianze serie, e condotta soprattutto prima e fuori dal campo di calcio.
Troppi dirigenti ed allenatori banalizzano questi fatti perché non comprendono che il vero professionista non è solo colui che fa goal, dribbla, para, difende. È soprattutto uno che sa coniugare vita, sport, etica, atletica e regole.
Chi si fa squalificare perché, da bullo, batte le mani sotto il naso dell’arbitro per interminabili minuti, in uno stadio strapieno e durante un derby importantissimo, fai fatica a pensare che sia capace di coniugare professionalità ed educazione, sport e rispetto, disciplina e creatività.
Perciò il lavoro sarà lungo e deve partire dagli spogliatoi, dagli allenamenti e dai ritiri. Deve trovare dirigenti credibili, presidenti autorevoli e un allenatore ricco di valori. Non vorrei, alle prossime partite vedere strani torcicolli, mani giunte sulla bocca, dietrofront da maratoneti e panchine che piangono come vittime sconsolate.
La furbizia è sempre riuscita a far convivere onestà e disonestà, verità e ipocrisia, classe e balordaggine. Sulle sceneggiate in campo, poi, sul negozio di magliette che gli atleti nascondono sotto le maglie e esibiscono a gettone, superiamo ogni comicità.
Lascio in pace le invocazioni religiose e alcuni slogan legati alle giornate dei bambini, delle donne violentate, delle malattie rare. Mi pare che quella gente lì, strapagata, sia in campo per fare goal. Il goal dovrebbe essere l’avvenimento più normale e più frequente.
Qualcuno mi deve spiegare perché invece divenga così straordinario, miracolistico d extraterrestre da scatenare le più assurde carnevalate e le giravolte non da torneo di calcio ma da circo equestre.
Per finire mi dovete concedere un’ultima riflessione. Perché taciamo sull’esibizionismo così indecente dei nostri atleti. Nessuno dice niente su spalle, natiche, braccia, petto, pieni di tutto. E per tutto intendo animali, frasi, geroglifici che talvolta vanno ben oltre le bestemmie, la maleducazione e la poca professionalità.
Perchè?? Abbiamo paura di intaccare il curriculum, la schiettezza e di rischiare la impopolarità?








