Un genitore non molla mai!
Scritto da don Antonio Mazzi

Non è raro che le forze dell’ordine se la cavino meglio di genitori, insegnanti ed educatori. Più volte sono venuti, nel pieno della notte, in cascina da me, ad accompagnare ragazzi e ragazze bulli o beccati a spacciare e a farsi.
Li avevano con molto tatto e pazienza convinti per una chiacchierata. La capacità di approccio e di soluzione da parte delle forze dell’ordine, è inversamente proporzionale al sempre più invertebrato rapporto parentale.
Sono veramente bravi ed hanno una pazienza più sconfinata della mia. Le barzellette sui carabinieri potrebbero essere riciclate e trasformate in barzellette sui genitori? Come è possibile che una mamma genovese di quarant’anni non abbia carisma per far ragionare un figlio di seconda media?
È una famiglia quella che regala ad un “bambino” una consolle potente, capace di collegarsi ad alcuni siti (per maggiorenni) con giochi di guerra che durano anche più giorni?
C’è un padre in giro, qualche parente sveglio, amici veri di famiglia che aiutino a non fare errori così madornali? Dare ai Carabinieri, bravi e buoni quanto volete, la soluzione di un problemino (perché a 13 anni ci sono solo problemini, a meno che non si tratti di famiglia da sempre fuori di testa) è destabilizzante per il figlio e per i genitori.
Adesso giornali, televisioni, accertamenti, interrogatori, protagonismi rischiosi… e poi? Ritirare una consolle è relativamente difficile. Ma dopo? L’ossessione del gioco non passa in 24 ore.
Mentre scrivo mi arriva una delle tantissime e-mail. “Sono alle prese con una figlia in piena adolescenza. Fino a tre/quattro mesi fa, andavamo d’accordo su tutto. Ora siamo due mondi diversi: discussioni, bugie, assenze da scuola, ritardi, rapporti sessuali con il suo ragazzo. Continua a dire che appena può scapperà di casa”.
Consiglio poche cose: un genitore non molla mai; in questi frangenti occorre recuperare il rapporto di coppia; per contenere il torrente adolescenza, urge rinforzare le due sponde; farsi aiutare da amici (più che dai Carabinieri, psicologi e preti).
Sfruttate l’estate e le ferie per fare coi ragazzi “nervosi” esperienze forti nel mondo della povertà. Ci sono associazioni che promuovono iniziative con i disabili, gli anziani, i bambini di strada.
C’è una poesia triste ma molto vera di Alda Merini che dice:
“Figlio figlio mio sognato
figlio ti ho solo pensato
non sei mai sceso nel corpo
come una buona rugiada
ti ho guardato a lungo
ma non ti ho conosciuto mai.”
Guardare a lungo, ammirare, adorare, viziare è molto più comodo che stimolare, dare regole, fare rispettare gli impegni, coccolare quel tanto che basta e nei tempi giusti.








