Nella foresta dei sentimenti
Scritto da Annarita Sacco Mercoledì 07 Luglio 2010 00:00 Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Luglio 2010 05:36

Al ritorno dal cammino, nello svuotare lo zaino, nel tirare fuori sandali stanchi e magliette stropicciate, tornano i ricordi di quei passi..
Nel ricordare, un desiderio racconta il cammino:
“Mi immagino educatori fatti cosi, tanti non tantissimi, ma tanti ai quali il cammino permetterà l’incontro, mi immagino uomini e donne con lo zaino in spalla.”
L’esodo prende il via...
Gli zaini si ammucchiano in un angolo, a FARFA, nel borgo che circonda l’abbazia; una veglia speciale, acqua amara, pane spezzato e qualche rimprovero per il troppo spazio preso, poi cena, chitarre e voci stonate come accompagnamento alla notte.
Dalla luna al sole, ecco il buongiorno e tutti a SAN PAOLO FUORI LE MURA per una messa fuori dagli schemi, dove piedi nudi vanno incontro a Gesù, ancora una volta in un pezzo di pane spezzato.
Sulle orme di SAN BENEDETTO, dopo Farfa, San Paolo, continuiamo per SUBIACO.
I piedi iniziano a riscaldarsi salendo su per il SACRO SPECO, i volti cominciano a riconoscersi, le mani si tendono l’una verso l’altra, l’incontro inizia a prendere forma.
Un padre speciale racconta la vita del giovane Benedetto e di un Francesco di passaggio, di passaggio anche noi, pellegrini un po’ imbranati tra sacchi a pelo da arrotolare e borracce da riempire, riprendiamo il cammino alla volta di CASAMARI.
Qui,un guida caratteristica ci fa sorridere, le mura imponenti abbracciate a fiori coloratissimi, ci immergono in uno stupore comune!
Foto di gruppo e pranzo al sacco ci danno la spinta per ripartire, stavolta i piedi cammineranno realmente e si spera con loro i nostri sentimenti.
8 kilometri per CASALVIERI, fianco a fianco, col sudore che inizia a scendere, la fatica ad aumentare ed i battiti del cuore ad accelerare.. ad aspettarci troviamo una “casa semplice”,con una madre un padre semplici, con figli semplici e un cane più “caciarone” che semplice, un sentimento chiamato ACCOGLIENZA vien fuori nei pellegrini, insieme all’accoglienza arriva una silenziosa pioggia che benedice in qualche modo quelle tende saltate su come fiori appena sbocciati!
L’incontro inizia a sentirsi RELAZIONE, inizia a parlare il VIAGGIO, le prime impressioni, le prime scosse dell’animo, e il primo ferito..
non grave fortunatamente!!!
Ripartenza all’alba per la tappa più lunga, stavolta la foresta è sia dentro che fuori e abbraccia i pellegrini provati ma determinati a seguire i passi del monaco.
Ancora una volta accoglienza e festa tracciano la strada, e se lo SPIRITO SCOUT ROCCASECCANO tra frittate e crostate fa risalire pressione e cuore nei viaggiatori, le emozioni iniziano a danzare nei giri di pizzica e tarantella nel piccolo mondo di COLLE SAN MAGNO.
Ci siamo, ultimo giorno di cammino verso l’abbazia d’Europa..
verso il monte che accolse Benedetto nei suoi ultimi giorni…
kilometri e sole sono protagonisti, la foresta è sempre più visibile e i sentimenti sempre più accesi..
e giunti a VILLA SANTA LUCIA piccolo paese a festa, non potevano non mancare anche qui l’accoglienza e l’ospitalità, segni forti di questo cammino.
Ma si riprende presto il viaggio per gli ultimissimi passi in salita, nel bosco, tra i sassi, sotto il sole bollente…come a voler dar prova realmente che quegli uomini e quelle donne , con i loro passi, sentano di “voler diventare anche loro un pezzo di pane per essere mangiato da chiunque”.
A MONTECASSINO, la maestosa Abbazia ci guarda dall’alto, quasi a sorriderci e a testimoniare i passi percorsi fianco a fianco al monaco Benedetto; nell’essere ricevuti dal suo pastore, ad incontrarsi e a donarsi sono le voci in uno dolce scambio di canti e note di viaggiatori!
Il tutto porta al mattino dei saluti, quando colui che ha espresso il desiderio, dopo aver camminato passo dopo passo con gli uomini e le donne di cui parlava, accompagnandoli, rimproverandoli, sorridendoli, asciugando le loro lacrime, mangiando e faticando con loro, in un abbraccio simbolico, li invita a non smettere di camminare, l’esodo è appena iniziato.
E ora mi immagino io, che con un mezzo sorriso, si sia rivolto verso il cielo e abbia detto:
“Signore , Ti piace il mio sogno? Certo hanno ancora tanto da camminare e da sudare..in fondo sono degli scartini…ma noi sappiamo che gli scartini hanno il loro perché!!
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Lo zaino è il tabernacolo del pellegrino: custodisce l'anima della sua anima don Antonio Mazzi |









