Camminarsi dentro
Scritto da Walter Venerdì 30 Luglio 2010 05:36 Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Agosto 2010 11:25

Ciao a tutti,
desidero condividere con voi quello che è stata per me l'esperienza del "Piccolo Esodo".
E' stata un'esperienza all'insegna della precarietà e dell'essenzialità, del camminare e del camminarsi dentro, della fatica e dell'unità, dei sogni e della speranza...!
Come sempre le riflessioni e gli stimoli proposti da don Antonio sono andati dritti al cuore, ed è stato a dir poco stupendo poter condividere insieme opinioni, sensazioni, vibrazioni, stati d'animo, emozioni ... "NELLA FORESTA DEI SENTIMENTI".
Non ho portato con me una macchina fotografica ma ho tante foto indelebili stampate dentro me.
Precarietà ed essenzialità: un piccolo passo verso la semplicità; la capacità di rinunciare alle solite comodità; un rispolvero del senso di adattamento che non fa mai male... condividere gli stessi spazi ridotti; il saccoapelo con la polvere della strada e del pavimento; le formiche che ti fanno compagnia nella tenda; le docce fredde che riattivano la circolazione... riscoprirsi precario, autentico, vivo!!!
Camminare e camminarsi dentro: percorrere strade che non conosci ma di una bellezza che assapori passo dopo passo; scoprire che il tuo passo è simile al passo di chi ti sta accanto e condivide con te il tuo cammino, il suo cammino; lasciarsi trasportare dall'avanzare dei passi; perdersi nei pensieri scrutando la natura che ti circonda tra una domanda in più che nasce e una risposta che cerca il tragitto che dal cuore porta alla mente!
Fatica e unità: il caldo e il sole cocente; la strada a volte impervia; i muscoli che diventano duri; le vesciche che fanno male e curate con ago e filo da mani premurose e delicate; fermarsi rompendo il passo per aspettare gli altri, per fare gruppo (!!); spartire l'ultima bottiglietta d'acqua ormai diventata calda ma ancora preziosa; e poi alla sera... condividere insieme a cuore aperto le emozioni del cammino, i sorrisi, le lacrime, le pacche sulle spalle... e la "foresta" respira, si rinnova, cresce!!
Sogni e speranza: ho sognato che Dio mi ha sognato, ho sognato che mia mamma mi ha sognato quando ancora ero nella sua pancia, ho sognato che mi sono sognato, ho sognato che don Antonio mi ha sognato. Ho capito ancor di più che i sogni sono importanti, che spronano a guardarti dentro fino nel profondo di quello che sei, smuovono sentimenti ed emozioni che finalmente vengono a galla, stimolano e sollecitano la speranza. Sperare vuol dire essere pronti in ogni momento a ciò che ancora non è nato e non bisogna disperare se occorre una vita intera perchè nasca, "attendere è l'infinito di amare", quante volte in questo cammino è risuonata dentro di me questa frase di don Antonio! La speranza è fatta da radici ed ali, da noi e dagli altri. Per far nascere qualcosa di nuovo, le ali, occorre che le radici dei propri valori, ideali e motivazioni, si inrobustiscano per sorbire nuova linfa vitale, quale miglior linfa se non l'incontro con l'altro? Chiunque esso sia, un maestro di vita o uno "scartino"!
Questo non è stato un "viaggio", è stata una vera e propria formazione, condivisione, un esodo nella foresta dei sentimenti propri e in quella degli altri... compagni di un cammino che ha lasciato il segno!
Ringrazio tutti, perchè tutti (!!) hanno contribuito alla mia crescita, al mio cammino che grazie a voi... CONTINUA!!!
Vi abbraccio forte... nella speranza, senza presunzione, che l'anno prossimo saremo ancora più numerosi.
"Vivere una vita senza sogni è come viverla con le pile scariche"
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